/ Ho trascorso gran parte della mia vita guardando le cose da una posizione leggermente al di fuori della cornice.
Fin da piccolo, mi sono sentito in qualche modo fuori posto negli ambienti che mi circondavano. Piuttosto che adattarmi ad un unico modo di vedere le cose, ho iniziato ad esplorare modi diversi di guardare e interpretare la realtà, e a ciò che può emergere quando prospettive diverse entrano in relazione tra loro.
È da questa curiosità che sono nati il mio interesse per l'architettura, la musica, il colore e il graphic design, e, successivamente, il desiderio di confrontarmi con discipline, culture e continenti diversi. In oltre vent'anni di lavoro tra Asia ed Europa come creative director, artista e consulente, mi sono interessato sempre più a come i sistemi costruiscono significato — e a come, cambiando il modo in cui guardiamo, cambia anche ciò che vediamo.
Questo percorso mi ha portato verso la psicologia, la filosofia e le scienze cognitive, e infine verso i sistemi simbolici.
I tarocchi non sono l'inizio di questa storia. Sono uno degli strumenti che ho incontrato lungo la strada, per qualcosa che faccio da molto tempo: usare simboli, associazioni e prospettive alternative per uscire dai modi abituali di pensare.
Oggi chiamo tutto questo Symbolic Thinking.
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Mirko Adami sfugge a una facile categorizzazione.
Non per ambiguità, ma perché il suo lavoro si è sempre sviluppato attraverso le discipline piuttosto che all'interno di una sola. Opera all'intersezione tra arte, design, strategia e pensiero simbolico — artista, designer, creative director, consulente, ogni ruolo una lente diversa sulla stessa ricerca di fondo. Ciò che connette queste identità non è un titolo professionale, ma un interesse costante per la narrazione, il significato e i sistemi attraverso cui le idee prendono forma.
Formatosi in architettura, musica, colore e graphic design, Mirko ha trascorso oltre vent'anni lavorando tra Asia ed Europa — ricoprendo ruoli creativi senior all'interno di agenzie di branding e advertising australiane, britanniche, americane, singaporiane, cinesi e italiane, sviluppando narrative di brand e linguaggi visivi per clienti in contesti culturali e commerciali profondamente diversi.
Il suo lavoro ha incluso collaborazioni con clienti internazionali e multinazionali come HTC, Starbucks, Coca-Cola, Sony, Nippon Paint, Audemars Piguet, General Motors, Hennessy, WWF, Hilton Hotels e Le Royal Meridien, oltre a istituzioni culturali, studi indipendenti e startup in fase iniziale. Durante gli anni trascorsi in Cina ha inoltre insegnato e tenuto conferenze su colour design ed espressione creativa.
Parallelamente alla sua pratica commerciale, Mirko ha costantemente sviluppato progetti artistici indipendenti. È stato tra i co-creatori della galleria d'arte virtuale Dimensioni Parallele, dell'artista collettivo Yasutomo Kawai e della techno-art band Impotenti — presentando installazioni e performance in diverse città italiane. Durante gli anni trascorsi in Asia, ha co-fondato il duo d'avanguardia Deus Ex Machina, producendo performance audiovisive dal vivo che reinterpretavano la musica e l'iconografia medievali attraverso tecnologie e sonorità contemporanee.
Come artista solista, il suo lavoro esplora le dimensioni emotive e psicologiche dell'esperienza umana attraverso collage fotografici, giustapposizioni visive e musica psico-cinematica influenzata da tradizioni neoclassiche, jazz, psichedeliche, ambient ed elettroniche.
Porta avanti anche un'indagine critica sui paradossi della società contemporanea — in particolare quelli radicati nel marketing, nella religione, nella politica e nelle ideologie dominanti. Questa ricerca prende forma in Mocking Mock-Ups, un corpus di lavori che usa il linguaggio del commercio per esporne le proprie contraddizioni.
Attraverso tutte queste pratiche, il lavoro di Mirko è unificato da un unico filo: un'indagine su come simboli, narrative e strutture plasmano la percezione, e su come riconfigurarli possa aprire nuovi modi di vedere, pensare e agire.
Accanto a questo percorso si è sviluppato un interesse costante per la psicologia, la filosofia e le scienze cognitive. Nel tempo, questi interessi sono confluiti nella sua esperienza dell'arte, del design, della narrazione e dei diversi sistemi culturali, fino a incontrare il linguaggio simbolico dei tarocchi.
I tarocchi non vengono utilizzati per predire, ma come strumento per la creatività, l'indagine profonda e la riformulazione della percezione. Attingendo agli archetipi junghiani e alla propria sensibilità artistica, utilizza i simboli per creare distanza dal pensiero abituale e aprire spazio a nuove prospettive.
Oggi, Mirko integra le sue esperienze artistiche, culturali e professionali per aiutare individui e gruppi a riesaminare le domande che si pongono, esplorare possibilità trascurate e trovare una posizione più chiara da cui agire. Questa sintesi genera forme di comprensione che operano attraverso contesti personali, culturali e organizzativi, dove la chiarezza emerge non solo dalla semplificazione, ma dal saper trattenere la complessità abbastanza a lungo da permetterle di riorganizzarsi.
